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Ospiti 2019

 

Miriam Camerini (Gerusalemme 1983), cresciuta a Milano, laureata in lettere moderne con tesi in storia del teatro tedesco sul "Nathan il saggio" di Gotthold Ephraim Lessing, ha studiato regia con Cesare Lievi, di cui é stata assistente all'Opera di Zurigo. Ha studiato recitazione alla scuola Paolo Grassi di Milano e canto con Lee Colbert e Camilla Barbarito.

Ha studiato Bibbia e letteratura rabbinica (Talmud) all'Istituto Pardes di Gerusalemme, frequentato un Master in studi teatrali presso l'università ebraica di Gerusalemme. Attualmente iscritta al primo anno di studi rabbinici presso l'istituto Har'El di Gerusalemme, il primo a conferire l'ordinazione rabbinica alle donne, nel mondo ebraico ortodosso. Lavora a Milano, in Italia e in Europa come regista, attrice e cantante. Ha fondato e dirige Benhashmashot | Tra i due soli, teatro ebraico con sede a Milano. Tra i suoi spettacoli: "Il Processo di Shamgorod" di Elie Wiesel, "Golem", "Un grembo due nazioni molte anime", sulla storia degli ebrei in Italia durante il Risorgimento, "Il mare in valigia", sulla poetessa ebrea tedesca Else Lasker-Schüler, "Caffe Odessa", concerto/spettacolo sul concetto di musica ebraica, “Chouchani”, sul misterioso maestro di Levinàs e Wiesel, ”Messia e Rivoluzione", sulla storia del Bund e "Lo Shabbat di tutti", cena/spettacolo sul Sabato ebraico.

Sta per pubblicare con Giuntina il suo primo libro, "Ricette e Precetti", su cibo e religioni, illustrato da Jean Blanchaert, in uscita a Pasqua.

 

Coro Antiche Armonie, fondato nel 1987 da Giovanni Duci, che da allora lo dirige e ne cura la formazione, ha in repertorio composizioni che spaziano fra il Rinascimento e il Novecento. Ha collaborato con vari gruppi vocali e strumentali e ha effettuato tournée di successo in Michigan (USA), Repubblica Ceca e Germania. Fra i concerti effettuati spiccano importanti produzioni barocche con Messe, Cantate, Passioni e Oratori di Bach, Zelenka e Buxtehude, ma anche Requiem di Mozart, Messa di Gloria di Mascagni, Paukenmesse e Stabat mater di Haydn, Requiem di Fauré, Ein Deutsches Requiem di Brahms e Carmina Burana di Orff, eseguiti con orchestre e direttori di chiara fama. Per il teatro ha realizzato le opere Dido and Aeneas di Purcell e Don Giovanni di Mozart e, in forma di concerto, Trovatore e Traviata di Verdi, oltre alle musiche di scena dell'Arlesienne di Bizet presso il Teatro Dal Verme di Milano. Il coro ha registrato il Requiem di Mozart con l'Orchestra Filarmonica Italiana (CD Kicco Music, disponibile su internet) e due opere inedite: Stabat mater di Simone Mayr (CD Dynamic) e Dixit Dominus di Johann Christian Bach (Ed. Il Gabbiano). 

Giovanni Duci, diplomato in Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro e Composizione con il massimo dei voti, ha frequentato numerosi corsi di perfezionamento in Italia e all’estero. Dal 1987 dirige il Coro Antiche Armonie di Bergamo e ha diretto per anni: Chor.u.m.70 di Milano, Corale della Basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo, Coro polifonico Luca Marenzio di Darfo e Coro e Orchestra dell'Università di Bari. Come controtenore si è esibito con Ensemble Riverberi di Piacenza, Coro Ars Cantica di Milano, Accademia San Felice di Firenze, cappella musicale del Duomo di Heidelberg (Bach Woche), Settimane Musicali di Stresa, Pomeriggi Musicali di Milano, Musica Sacra dal Mondo di Firenze, Suoni d’Autunno di Varese. Predilige il repertorio barocco (di recente ha sostenuto tournée in Germania con Johannes passion e Weihnachtsoratorium di Bach) e contemporaneo. Ha registrato per Dynamic, Naxos, Clavis. Vincitore di concorso, dal 1993 insegna Esercitazioni corali ed è titolare di cattedra presso il Conservatorio di Brescia e Darfo Boario Terme. Da quindici anni lavora come autore presso la casa editrice Loescher (TO).

 

Laura Invernizzi, Ausiliaria diocesana della Diocesi di Milani, laureata in Matematica e in Teologia biblica, insegna Teologia biblica e greco presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si interessa di analisi narrativa dei racconti biblici ed in particolare della rappresentazione del discorso citato nel racconto biblico. Dal 2016 fa parte della redazione della rivista dell’Associazione Biblica Italiana Parole di Vita ed è Membro del gruppo di Esperti del Settore Apostolato Biblico (SAB) dell’Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Collabora con l’Apostolato biblico della Diocesi di Milano per le iniziative estive di lettura biblica con i ragazzi e gli adolescenti.

Principale pubblicazione: «Perché mi hai inviato?». Dalla diacronia redazionale alla dinamica narrativa in Es 5,1–7,7, AnBib 216, G&BPress, Roma 2016 (Premio Bellarmino) 2016. Di prossima pubblicazione: Sara. La benedirò e diventerà nazioni, e re di popoli nasceranno da lei (Madri della fede 1), San Paolo, Cinisello Balsamo (MI).

 

Sara Ferrari, insegna Lingua e Cultura ebraica presso l’Università degli Studi di Milano ed ebraico biblico presso il Centro Culturale Protestante della stessa città. Si occupa di letteratura ebraica moderna e contemporanea, principalmente di poesia. Tra le sue pubblicazioni, segnaliamo: Forte come la morte è l’amore. Tremila anni di poesia d’amore ebraica e La notte tace. La Shoah nella poesia ebraica (Salomone Belforte Editore), ha curato il volume di Uri Orlev, Poesie scritte a tredici anni a Bergen-Belsen (Editrice La Giuntina). Nel 2018 ha pubblicato per l'editrice Claudiana Poeti e poesie della Bibbia, uno studio che si propone di mettere in luce il ruolo fondamentale della poesia nella Bibbia e restituirne il giusto valore attraverso l’analisi e il dialogo interno tra una selezione ragionata di brani poetici biblici – dalla cantica del mare tra Mosè e Miriam al canto di Debora, dalla preghiera di Anna al lamento di Davide – messi in relazione tra loro per analogia, contrasto o altri elementi.

 

Miriam Carminati, è docente di lettere presso gli istituti secondari di primo e secondo grado in provincia di Bergamo. Dopo la laurea triennale in Antichità Classiche e Orientali presso l’Università degli Studi di Pavia (con una tesi intitolata “L’Ashera di JHWH. Attestazioni tra Ugarit e Israele del culto di una dea dimenticata”) ha partecipato nel 2006 e nel 2007 a due campagne di scavo archeologico in Siria con una missione italo-francese presso i siti di Tell Ashara e Masaikh. Ha conseguito la laurea specialistica con il dott. Elio Jucci in Storia Antica nel 2009 presso l’Università degli Studi di Pavia con una tesi dal titolo “L’iconografia di JHWH e Ashera nell’epoca pre-esilica”. Nel 2014 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Civiltà del Mediterraneo Antico presso la medesima università con una tesi intitolata “Il femminino mediatore. Uno studio sul fenomeno dell’intercessione femminile nella cultura religiosa dell’Antico Israele del Primo e del Secondo Tempio”. Ha preso parte alle giornate di studi “Cantieri d’Autunno” organizzati dall’Università degli Studi di Pavia dal 2013 al 2015 (non saranno pubblicati gli atti) e a workshops sui Settanta organizzati dall’Université de Strasbourg, all’interno di uno dei quali, nel 2014, ha presentato il seguente intervento: “The verb SYNANTILAMBANOMAI: the history of a new [Hellenistic] compound”. Collabora al progetto di realizzazione dei volumi di Historical and Theological Lexicon of the Septuagint (a cura di E. Bons e J. Joosten, Mohr Siebeck editore) con la stesura di alcune voci. Articoli su argomenti biblici e sul Vicino Oriente Antico sono in corso di pubblicazione su riviste specialistiche. Ha partecipato alla rassegna Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo 2016 e 2017 promossa dall’Acli Bergamo, con interventi sui Libri Sapienziali e sul Profeta Giona.

 

Davide Gilardi, nato a Brescia il 27 giugno 1991, diplomatosi presso il Liceo Classico Paolo Sarpi di Bergamo nel 2010, si è laureato in Filosofia (triennale) nel 2014 e in Scienze Filosofiche (magistrale) nel 2016 presso l’Università Statale di Milano. Titolo tesi triennale: “Il problema del male: teodicea e sofferenza del giusto nel pensiero ebraico”. Titolo tesi magistrale: “Figure femminili nella Bibbia: tra eros e potere”.

 

Raffaele Mantegazza, insegna scienze umane e bioetica presso il Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'Università di Milano-Bicocca. Si occupa di dialogo interculturale con particolare attenzione agli aspetti religiosi, sui temi della nascita, della morte,  del dolore, della felicità. Ha studiato la Shoah da un punto di vista pedagogico. Ha pubblicato recentemente “I colori dell’educazione” (elledici), “Diario di un razzista” (Kanaga), “” “Narrare la fine” (Castelvecchi).

 

Virginio Zambelli, nasce a Bergamo nel 1949. Dopo avere frequentato la scuola di dizione e recitazione del Teatro alle Grazie di Bergamo a partire dal 1967, si diploma come attore nel 1971. Nel '72 è in Francia con la "Troupe A" di Armida Gavazzeni per una lunga tournée nelle più importanti università francesi. Dal '73 al '78 insegna dizione al Teatro alle Grazie e svolge un'intensa attività teatrale con il "Gruppo UNO" della stessa scuola. Nel 1979 fonda il "Teatro R.A.S.E. Europa (Ricerca Artistica Sulla Emotività), con sede nel chiostro di San Fermo in Bergamo. Qui vi rimane fino al 1982 collaborando attivamente con il pittore Giuseppe Mazzoleni e i numerosi artisti dell'associazione R.A.S.E. Dopo un'importante performance al Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano, si dedica con passione e tenacia alla drammatizzazione di testi poetici e letterari, (numerosi i recitals con i poeti Ermellino Mazzoleni, Silvio Bordoni, Giancarlo Villa, Sergio Tinaglia) ed è a tutt'oggi impegnato in serate sulla poesia nelle provincie di Bergamo e Brescia. Molteplici gli interventi come speaker in radio e televisioni private(legge per una decina d'anni le notizie del telegiornale a TV-BG) e come "voce fuori campo" in documentari e filmati di vario genere, tra cui una serie di interpretazioni radiofoniche di personaggi famosi come il Caravaggio e Gaetano Donizetti. Dello stesso compositore ne ha vestito i panni in un film-documentario realizzato interamente a Bergamo con la regia di Oreste Castagna. Ha recitato inoltre nelle più prestigiose sale e teatri cittadini, compreso il teatro Donizetti dove ha interpretato Pantalone in un canovaccio della Commedia dell'Arte. Da alcuni anni si dedica al Teatro Sacro in collaborazione con diversi musicisti. Collabora come voce recitante con l’associazione MusicArte di Castelli Calepio. Dal 2012 è consulente per le attività teatrali del Centro Culturale delle Grazie. Partecipa con il suo gruppo alle serate di Astino-Estate nel Complesso Monumentale della Val d’Astino. Dal 2015 insegna Dizione e Lettura Espressiva ai corsi di teatro di Teatrando della compagnia delle Acque di Bergamo.

 

Sem Galimberti, è insegnante, pubblicista e pittore. Attualmente è docente nei corsi di Educazione degli Adulti (Centri EDA) e della Terza Università. Ha svolto attività di aggiornamento degli insegnanti sull’educazione all’immagine. Ha coordinato la collana "Trecentosessanta gradi", strumenti per la cooperazione nella scuola di base (Cesvi Educazione). E’ guida didattica del Museo Archeologico e della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMeC) dell’Accademia Carrara di Bergamo. Ha scritto saggi su riviste, articoli di cultura artistica, libri di testo, monografie. E’ curatore di mostre d’arte ("Onori di casa" Ed. Lubrina 2000) e di monografie ("Emilio Nembrini pittore" Ed. Grafica & Arte 2003). Ha pubblicato "Giochi intorno al mondo" Ed. Cesvi, Commissione Comunità Europea 1998 e "Quattro passi attraverso gli anni trenta (con Graziella Mastrogiacomo), quaderno operativo per bambini, Ed. Lubrina 1999. Ha svolto attività di aggiornamento e di animazione didattica in Kosovo e in Africa. Quest’anno ha operato nell’isola di Maio – Repubblica di CapoVerde – in un progetto di cooperazione didattica dell’Arci e dell’Università degli Studi di Bergamo. Da questa esperienza è nato il diario "Brincar para crescer" (Giocare per crescere) pubblicato dalla Sestante edizioni nel 2008. Ama viaggiare e soprattutto registrare le esperienze e gli incontri nei taccuini di viaggio scritti e disegnati, fedele al motto "Tutto quello che non ho disegnato, non l’ho visto".

 

 

 

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